PC lento all’avvio: come velocizzarlo (guida pratica)

Premi il pulsante di accensione, compare Windows e poi comincia l’attesa: desktop visibile, cursore che gira, programmi che si aprono da soli e computer praticamente inutilizzabile per un minuto o più. È una situazione molto più comune di quanto sembri.

Per velocizzare un PC lento all’avvio conviene partire dalle applicazioni in esecuzione automatica, controllare lo spazio libero sul disco, verificare se Windows sta saturando CPU o unità di archiviazione e installare eventuali aggiornamenti mancanti. Se il computer utilizza ancora un vecchio hard disk meccanico, però, il passaggio a un SSD può produrre una differenza che nessuna ottimizzazione software riesce a eguagliare.

Prima domanda: il PC è lento ad accendersi o dopo essere entrato in Windows?

Sembrano la stessa cosa, ma non lo sono.

Se passano parecchi secondi prima ancora che appaia il logo di Windows, il rallentamento può riguardare BIOS/UEFI, periferiche collegate, configurazione hardware o unità di sistema.

Se invece il desktop compare abbastanza velocemente ma il PC rimane impallato, il sospetto cade soprattutto sui programmi caricati durante l’accesso.

È questo il caso che incontro più spesso: Windows tecnicamente ha terminato l’avvio, ma contemporaneamente sta caricando browser, client cloud, utility della stampante, software RGB, launcher di videogiochi, Teams, Discord e magari qualche programma installato anni fa e completamente dimenticato.

Il risultato è un desktop che si vede ma che, per qualche decina di secondi, serve a poco.

Controllare i programmi che partono automaticamente

Su Windows 11 e Windows 10 il primo posto in cui guarderei è Gestione attività.

Premi Ctrl + Shift + Esc, quindi apri la sezione App di avvio. Windows mostra i programmi configurati per partire automaticamente e, quando dispone di dati sufficienti, anche il loro impatto sull’avvio.

Microsoft stessa indica la riduzione delle app avviate automaticamente tra gli interventi utili per migliorare i tempi di partenza del sistema.

Non bisogna però disattivare tutto alla cieca.

In genere puoi valutare di togliere dall’avvio automatico:

  • launcher di videogiochi che utilizzi solo occasionalmente;
  • Spotify e altri servizi multimediali;
  • Discord, Teams o software simili se non ti servono appena acceso il PC;
  • utility di aggiornamento di programmi non essenziali;
  • software associato a stampanti e scanner che non utilizzi continuamente;
  • applicazioni Adobe o altri programmi creativi configurati per partire in background.

Lascia invece stare quello che non riconosci, almeno finché non hai verificato di cosa si tratta. Antivirus, driver audio, utility del touchpad e componenti hardware non sono il posto migliore per fare esperimenti.

Un dettaglio che molti sottovalutano: disabilitare un programma dall’avvio non significa disinstallarlo. Semplicemente non partirà da solo. Quando ti servirà, potrai aprirlo normalmente.

Guarda la colonna “Impatto di avvio”

Gestione attività può classificare i programmi in base al loro impatto.

Microsoft considera ad alto impatto un’app che, durante l’avvio, utilizza più di un secondo di CPU oppure supera determinati livelli di attività sul disco.

Non prenderei comunque questa indicazione come una classifica assoluta.

Tre o quattro programmi classificati come medi possono pesare più di una singola applicazione indicata come alta. E alcune utility continuano a lavorare in background anche dopo la fase che Windows misura come avvio.

Nella pratica funziona meglio procedere per gruppi: togli tre o quattro programmi chiaramente superflui, riavvia il PC e guarda cosa cambia.

Il disco è al 100% appena acceso?

Altro scenario piuttosto riconoscibile: accendi il computer, apri Gestione attività e nella colonna Disco compare continuamente 90-100%.

Qui il problema non è necessariamente un programma specifico.

Windows può essere impegnato con aggiornamenti, indicizzazione, antivirus, sincronizzazione cloud o altri processi. Su un SSD moderno queste operazioni spesso passano quasi inosservate; su un vecchio hard disk meccanico possono rendere il computer esasperante.

Controlla nella scheda Processi quale applicazione sta utilizzando maggiormente il disco. Non terminare processi di sistema a caso: osserva prima il comportamento per qualche minuto.

Se l’uso torna normale poco dopo l’avvio, potrebbe trattarsi semplicemente delle attività iniziali di Windows. Se resta costantemente al 100% anche senza programmi aperti, merita un controllo più approfondito.

HDD o SSD? È una differenza enorme

Su un PC con diversi anni sulle spalle controllerei quasi subito che tipo di unità contiene.

Apri Gestione attività > Prestazioni > Disco. Windows normalmente indica se si tratta di HDD o SSD.

Un computer ancora basato su hard disk meccanico può essere lento all’avvio anche quando il sistema operativo è relativamente pulito. In quel caso puoi alleggerire l’esecuzione automatica quanto vuoi, ma esiste un limite fisico oltre il quale non andrai.

È uno dei casi in cui vedo fare più tentativi inutili: programmi di “ottimizzazione”, pulizia del registro, disattivazione di servizi, modifiche improbabili trovate online. Poi si installa Windows su un SSD e sembra di aver cambiato computer.

Naturalmente l’effetto dipende anche da processore, RAM e stato generale della macchina, ma se il sistema gira ancora su HDD il disco resta uno dei primi indiziati.

Controlla quanto spazio è rimasto sull’unità C:

Un SSD quasi pieno non è una buona base di partenza.

Vai in Impostazioni > Sistema > Archiviazione e guarda quanto spazio rimane sull’unità di Windows.

Microsoft segnala che una quantità ridotta di spazio disponibile può causare prestazioni inferiori e creare problemi anche durante l’installazione degli aggiornamenti.

Non serve ossessionarsi nel tentativo di mantenere mezzo disco vuoto. Il punto è un altro: se sull’unità C: sono rimasti pochissimi gigabyte, liberare spazio ha senso prima di cercare spiegazioni più esotiche.

Puoi partire da File temporanei, controllando attentamente ciò che Windows propone di eliminare.

Poi cerca i colpevoli più banali: vecchi download, file ISO, video dimenticati, installer, giochi mai utilizzati.

Disinstallare i programmi che non servono più

Su PC utilizzati da parecchi anni capita di trovare una specie di archeologia informatica.

Utility della vecchia stampante. Software del telefono posseduto sei anni fa. Launcher mai più aperti. Versioni dimostrative. Programmi installati insieme ad altro software.

Vai in Impostazioni > App > App installate e scorri l’elenco.

Non eliminerei programmi sconosciuti solo perché hanno nomi strani: molti componenti Microsoft, driver e runtime sembrano inutili a prima vista ma servono ad altre applicazioni.

Concentrati invece sui programmi che riconosci e sai con certezza di non utilizzare.

Controllare Windows Update può risolvere più di quanto sembri

Un PC che improvvisamente è diventato lento all’avvio potrebbe essere nel mezzo di un aggiornamento, avere un update in sospeso oppure necessitare di un riavvio.

Apri Impostazioni > Windows Update e controlla la situazione.

Microsoft consiglia di mantenere Windows e i driver aggiornati anche quando si affrontano problemi di prestazioni.

Qui però serve un minimo di buon senso: se la lentezza è comparsa esattamente dopo un aggiornamento, non bisogna dare per scontato che installarne altri risolva il problema. Conviene prima capire se l’anomalia coincide con quella modifica.

Fare un riavvio vero, non continuare solo con sospensione

Sui notebook è comunissimo non spegnere praticamente mai Windows. Si chiude il coperchio, il computer entra in sospensione e dopo qualche ora si riparte dallo stesso stato.

È comodo, ma quando qualcosa inizia a comportarsi male un Riavvia completo è ancora uno dei test più semplici da fare.

La sospensione mantiene parte dello stato della sessione per consentire una ripresa veloce, mentre l’ibernazione utilizza un meccanismo diverso che permette di ritrovare le applicazioni aperte alla riaccensione. Microsoft descrive separatamente queste modalità nelle proprie indicazioni sull’alimentazione di Windows.

Se il PC non viene riavviato da parecchi giorni, fallo prima di modificare impostazioni più delicate.

Sembra il classico consiglio da assistenza tecnica — “ha provato a spegnerlo e riaccenderlo?” — ma c’è un motivo per cui continua a funzionare così spesso.

Controlla CPU, RAM e disco appena compare il desktop

Un metodo molto semplice per capire dove guardare consiste nell’aprire subito Gestione attività dopo l’accesso.

Osserva per un paio di minuti:

CPU: se resta molto alta, guarda quali processi sono in cima alla classifica.

Memoria: se è quasi completamente occupata senza aver aperto nulla, potresti avere troppi programmi residenti oppure poca RAM per l’uso attuale del PC.

Disco: un utilizzo continuo vicino al massimo è particolarmente sospetto sui computer dotati di HDD.

Non fissarti sul picco momentaneo. Durante l’avvio è perfettamente normale vedere CPU o disco salire per qualche secondo. È la persistenza del problema a essere più interessante.

Attenzione ai programmi che promettono di “velocizzare Windows”

Qui sono piuttosto conservativo.

Installare un altro programma residente per rendere più veloce un PC già pieno di programmi residenti ha qualcosa di ironico.

Utility che promettono pulizia automatica del registro, ottimizzazione della RAM e accelerazioni spettacolari raramente sono il primo intervento che consiglierei. In alcuni casi finiscono per aggiungere servizi in background o modificare impostazioni che non avevano bisogno di essere toccate.

Gli strumenti già presenti in Windows permettono di fare buona parte della diagnosi.

Quando sospettare un malware

Se la lentezza è comparsa senza una ragione evidente e insieme noti finestre pubblicitarie, browser che cambia pagina iniziale, programmi sconosciuti o processi anomali, una scansione ha senso.

Apri Sicurezza di Windows > Protezione da virus e minacce e avvia almeno una scansione.

Non dare però automaticamente la colpa a un virus ogni volta che il PC è lento. Nella maggioranza dei computer che semplicemente “partono male”, applicazioni automatiche, disco e hardware datato sono spiegazioni molto più banali.

E se fosse proprio l’hardware?

A un certo punto bisogna smettere di ottimizzare il software.

Un computer con processore molto vecchio, poca RAM e hard disk meccanico continuerà ad avere tempi di risposta modesti anche dopo una pulizia impeccabile.

Microsoft stessa precisa che sui dispositivi meno recenti con hardware ormai datato gli interventi software possono non produrre miglioramenti sostanziali.

Prima di sostituire tutto il PC, però, controllerei due componenti: SSD e RAM.

Su alcune macchine l’upgrade è semplice ed economico, su altre — soprattutto notebook recenti con memoria saldata — le possibilità sono molto più limitate. Dipende dal modello.

Una procedura pratica per capire cosa rallenta l’avvio

Se vuoi evitare modifiche casuali, procederei così:

  1. Riavvia completamente Windows.
  2. Cronometra grossolanamente quanto passa prima che il PC diventi realmente utilizzabile.
  3. Apri Gestione attività e controlla CPU, memoria e disco.
  4. Vai in App di avvio e disabilita ciò che sicuramente non serve.
  5. Riavvia e verifica se c’è una differenza.
  6. Controlla lo spazio libero sull’unità C:.
  7. Verifica Windows Update.
  8. Controlla se l’unità principale è HDD oppure SSD.
  9. Solo se il problema rimane, passa alla ricerca di driver difettosi, servizi anomali o problemi hardware.

Cambiare una cosa alla volta è meno spettacolare, ma permette di capire quale intervento abbia realmente funzionato.

Domande frequenti

Perché il PC è veloce dopo l’avvio ma lentissimo nei primi minuti?

Di solito Windows sta caricando programmi automatici e servizi in background. Apri Gestione attività subito dopo l’accesso e osserva CPU e disco. Se dopo qualche minuto i valori scendono e il computer torna normale, il collo di bottiglia è probabilmente nella fase iniziale.

Quali programmi posso disattivare all’avvio?

Puoi partire dalle applicazioni non necessarie appena accendi il PC: launcher di giochi, client musicali, software di chat e utility che utilizzi raramente. Evita invece di disabilitare componenti che non riconosci, antivirus e software legato direttamente all’hardware.

Un SSD velocizza davvero l’avvio di Windows?

Se Windows è installato su un vecchio HDD, il passaggio a SSD può cambiare nettamente la reattività del sistema, non soltanto durante l’accensione. Il miglioramento concreto varia però in base a processore, RAM, interfaccia utilizzata dall’SSD e condizioni generali del PC.

Formattare Windows rende il computer più veloce?

Può farlo quando il sistema è appesantito da software, servizi o configurazioni accumulate negli anni. Non risolve però i limiti di un hard disk lento, poca RAM o hardware ormai insufficiente. Prima di reinstallare tutto conviene identificare il collo di bottiglia.

Quanto dovrebbe impiegare un PC ad avviarsi?

Non esiste un tempo valido per qualsiasi computer. SSD, processore, firmware, numero di programmi caricati e perfino periferiche collegate influenzano il risultato. Più del cronometro conta un cambiamento evidente: se un PC che partiva bene improvvisamente impiega molto più tempo, qualcosa è cambiato.

Prima di pensare a un PC nuovo

Un avvio lento non significa automaticamente che il computer sia arrivato alla fine. Spesso bastano dieci minuti passati in Gestione attività per trovare un programma che da mesi parte inutilmente insieme a Windows.

Quando invece dietro la lentezza c’è ancora un HDD o hardware molto datato, continuare a inseguire piccole “ottimizzazioni” ha poco senso: meglio intervenire sul componente che sta realmente facendo da collo di bottiglia.

By Mario Lattice

Mario Lattice segue realtà virtuale, tecnologie immersive, visori VR, mixed reality e formazione digitale. Su VRMMP cura guide, notizie e approfondimenti su Meta Quest, PCVR, esperienze immersive, gaming VR e applicazioni della realtà virtuale in ambito educativo, culturale e professionale.

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