La corsa all’intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione l’acqua di molte città americane.
Negli Stati Uniti l’espansione dei data center per l’intelligenza artificiale sta creando un problema inatteso.
In molte aree l’aumento dei consumi d’acqua inizia a pesare sulle risorse locali.
Per chi vive vicino a queste strutture, gli effetti sono già visibili.

I nuovi centri di calcolo richiedono grandi quantità d’acqua per raffreddare i server.
In zone dove l’acqua è già scarsa, questo uso intensivo sta cambiando gli equilibri.
Le reti idriche, pensate per comunità più piccole, faticano a reggere la nuova domanda.
Alcuni comuni hanno segnalato un aumento dei prelievi idrici in pochi mesi.
Questo significa meno margine nei periodi di siccità.
E più rischio di restrizioni per cittadini e attività locali.
- Il primo dispositivo OpenAI arriva entro fine anno
- ChatGPT gratuito introduce annunci pubblicitari negli USA
- Attacco nascosto nelle librerie AI: rischio reale per chi usa Python
Le amministrazioni stanno cercando soluzioni rapide.
In alcuni casi si parla di nuovi impianti di riciclo dell’acqua.
In altri si valutano limiti ai consumi industriali.
Le aziende tecnologiche promettono sistemi più efficienti.
Ma l’adozione richiede tempo e investimenti.
Nel frattempo, le comunità restano in prima linea.
Per chi vive vicino ai data center, la questione non è astratta.
Riguarda bollette più alte, possibili razionamenti e scelte sul futuro del territorio.
L’intelligenza artificiale cresce, ma la sfida ora è renderla sostenibile anche per chi abita accanto alle sue infrastrutture.