Imec, Ghent University e Howest hanno annunciato la nascita di Spatial Dynamics, un nuovo spin-off tecnologico dedicato al rinnovamento dei processi di selezione del personale. La società introduce una piattaforma basata su informatica spaziale e realtà virtuale (VR) per migliorare l’abbinamento tra candidati e profili professionali. L’iniziativa si inserisce nel contesto della crescente digitalizzazione delle risorse umane.

La nascita dello spin-off
Spatial Dynamics nasce dalla collaborazione tra Imec, Ghent University e Howest. Il progetto combina ricerca accademica e applicazioni industriali, con l’obiettivo di trasferire tecnologie avanzate dal laboratorio al mercato del lavoro.
Informatica spaziale e realtà virtuale
La piattaforma sviluppata da Spatial Dynamics utilizza ambienti virtuali immersivi per valutare competenze, comportamenti e attitudini dei candidati. Attraverso simulazioni realistiche, i partecipanti possono essere osservati in contesti operativi che riproducono situazioni lavorative concrete.
- VR e scudi: ecco perché la maggior parte dei giochi sbaglia tutto
- VR: la tecnologia che sta salvando i piccoli studi indipendenti
- VR: il segreto per non odiarla alla prima prova è finalmente svelato
Un nuovo approccio alla selezione
Secondo i promotori, l’uso della VR consente una valutazione più oggettiva rispetto ai metodi tradizionali, riducendo il peso delle sole informazioni curricolari. I recruiter possono così confrontare i profili sulla base di performance misurabili e capacità dimostrate in tempo reale.
Prospettive di applicazione
La soluzione è pensata per aziende e organizzazioni che operano in settori ad alta specializzazione, dove l’allineamento tra competenze tecniche e ruolo professionale è cruciale. Spatial Dynamics prevede di estendere progressivamente la piattaforma a diversi ambiti, adattandola alle esigenze di mercati e professioni differenti.
