L’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole del mercato tecnologico. E secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, potrebbe avere un impatto diretto anche sul futuro della prossima PlayStation. Il motivo? La corsa globale ai chip di memoria, ormai dominata dai data center per l’AI.

Cosa sta succedendo davvero: il 70% della memoria finisce nei data center
Negli ultimi mesi il boom dell’intelligenza artificiale generativa ha creato una fame senza precedenti di chip di memoria ad alte prestazioni. Secondo analisti citati da Bloomberg, circa il 70% della produzione globale di memoria DRAM di ultima generazione sarebbe oggi assorbita dai data center dedicati all’AI.
Le grandi aziende tecnologiche stanno investendo miliardi per potenziare le infrastrutture necessarie ad addestrare modelli sempre più complessi. Colossi come Samsung, Micron e SK Hynix hanno ricevuto ordini enormi per memorie HBM (High Bandwidth Memory), fondamentali per le GPU utilizzate nei server AI.
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Il fenomeno ha già un soprannome nel settore: “RAMmageddon”. Un gioco di parole che richiama un vero e proprio Armageddon della memoria. Perché se quasi tutta la produzione va ai server, qualcosa – o qualcuno – resta scoperto.
Perché questa notizia conta adesso
Il problema non è teorico. È economico e immediato.
Quando la domanda supera l’offerta, i prezzi salgono. E se la priorità viene data ai data center, i produttori di dispositivi consumer – smartphone, laptop, console – si trovano a pagare di più per assicurarsi le forniture.
In queste ore, secondo indiscrezioni rilanciate dalla stampa finanziaria, anche i dirigenti di Sony e del brand PlayStation starebbero monitorando con attenzione la situazione. L’ipotesi che circola è che la prossima generazione di console possa slittare verso il 2028, anche per effetto delle nuove dinamiche sui costi delle componenti.
Non si tratta solo di calendario. Si tratta di sostenibilità economica del prodotto.
Cosa cambia per chi compra tecnologia
Se la tendenza continuerà, le conseguenze potrebbero essere visibili già nei prossimi mesi:
- Smartphone con prezzi più alti
- Laptop gaming più costosi
- Console next-gen con listini meno “popolari” rispetto al passato
Le memorie sono uno dei componenti chiave di qualsiasi dispositivo moderno. E quando il loro costo aumenta, l’intera catena produttiva si adegua.
Per le console, il tema è ancora più delicato. Storicamente, aziende come Sony o Microsoft hanno spesso venduto l’hardware con margini ridotti, compensando con software e servizi. Ma in un contesto di costi crescenti, questa strategia diventa più difficile.
Il risultato? O si alzano i prezzi al pubblico, o si ritardano i lanci in attesa di condizioni più favorevoli.
L’era dell’intelligenza artificiale sta cambiando le regole del mercato
L’obiettivo dichiarato dell’innovazione è migliorare la qualità della vita. Ma ogni rivoluzione tecnologica crea vincitori e vinti.
Oggi l’intelligenza artificiale è il nuovo centro di gravità dell’industria tech. I data center sono diventati più “importanti” del mercato consumer in termini di profitti e priorità strategiche.
Questo significa che:
- Le scelte produttive privilegiano l’AI rispetto ai dispositivi domestici
- Le roadmap delle aziende vengono riviste
- I cicli di lancio potrebbero allungarsi
Se fino a pochi anni fa il mercato console seguiva tempi relativamente prevedibili (6-7 anni per generazione), ora il contesto è diverso. L’AI non è un semplice settore in crescita: è una forza che ridisegna l’intera filiera.
Nuova PlayStation nel 2028? Gli scenari possibili
Al momento non ci sono annunci ufficiali. Ma diversi analisti ritengono plausibile che la prossima PlayStation possa arrivare più tardi del previsto, anche verso il 2028.
Le opzioni sul tavolo potrebbero essere:
- Ritardare il lancio per attendere un calo dei prezzi delle memorie
- Presentare una console con specifiche più conservative
- Aumentare il prezzo di lancio rispetto alle generazioni precedenti
Molto dipenderà dall’evoluzione del mercato AI nei prossimi 12-24 mesi. Se la domanda di chip per data center continuerà a crescere ai ritmi attuali, la pressione sui produttori consumer resterà alta.
Una rivoluzione che non riguarda solo i gamer
Questa non è solo una notizia per appassionati di videogiochi. È un segnale di come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo le priorità industriali globali.
Nelle prossime settimane potrebbero emergere nuovi dettagli sulle strategie delle grandi aziende tecnologiche. Intanto, una cosa è chiara: l’era dell’AI non sta solo cambiando il software che usiamo, ma anche il costo e il timing dell’hardware che compriamo.
E per milioni di utenti, la prossima console potrebbe arrivare più tardi – e costare di più – di quanto immaginato.