Oltre 17,5 milioni di profili Instagram potrebbero essere finiti nelle mani sbagliate. Non è una voce di corridoio, ma una segnalazione concreta arrivata dagli esperti di Malwarebytes, che durante una scansione nel dark web hanno individuato un enorme archivio contenente dati personali di utenti Instagram.
Email, username e altre informazioni sensibili sarebbero già in circolazione tra gruppi criminali specializzati in truffe online e furti di identità digitale.
E per chi lavora con Instagram – creator, freelance, coach, piccoli business – questa non è solo una notizia: è un campanello d’allarme immediato.
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Perché questo leak è particolarmente pericoloso per chi lavora online
Negli ultimi giorni molti utenti hanno ricevuto email sospette di reset password. Non si tratta di tentativi casuali: spesso è il primo segnale che qualcuno sta provando ad accedere all’account usando dati ottenuti illegalmente.
Per un creator o un libero professionista, perdere l’account significa:
- perdere il contatto con la community
- bloccare campagne e collaborazioni
- rischiare truffe a nome proprio
- danneggiare la reputazione digitale
In alcuni casi, si parla di mesi di lavoro bruciati in poche ore.
Che tipo di dati sarebbero finiti sul dark web
Secondo le prime analisi, il pacchetto di informazioni conterrebbe:
- indirizzi email collegati agli account
- nomi utente
- possibili dati di contatto associati
Anche senza password dirette, questo materiale è oro per i cybercriminali: consente attacchi di phishing mirato, tentativi di accesso automatizzati e campagne di truffe altamente credibili.
5 mosse immediate per mettere in sicurezza il tuo account Instagram
Se usi Instagram per lavoro, queste azioni non sono opzionali. Sono urgenti.
1. Cambia subito la password
Usa una combinazione lunga, unica e mai usata altrove.
2. Attiva l’autenticazione a due fattori
Meglio tramite app di autenticazione, non solo SMS.
3. Controlla le sessioni attive
Da Impostazioni → Sicurezza → Attività di accesso: disconnetti tutto ciò che non riconosci.
4. Diffida dalle email di “sicurezza”
Instagram non ti chiede mai dati sensibili via link. Entra sempre dall’app ufficiale.
5. Proteggi anche l’email collegata
Se perdono quella, possono recuperare anche l’account social.
Il vero problema: Instagram è diventato un asset, non più un hobby
Dieci anni fa perdere un profilo era fastidioso.
Oggi può voler dire perdere fatturato, clienti e credibilità.
Questa fuga di dati dimostra una cosa chiara:
chi lavora sui social deve iniziare a trattare i propri account come un vero patrimonio digitale.
Password manager, backup dei contenuti, contatti di emergenza con Meta Business Support: sono strumenti che ormai fanno parte della cassetta degli attrezzi del professionista digitale.
Cosa aspettarsi ora
Meta non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali dettagliate sul caso, ma è probabile che nelle prossime settimane aumentino:
- tentativi di phishing
- falsi messaggi di assistenza
- account clonati
Chi si muove adesso gioca d’anticipo. Chi aspetta rischia di farlo dopo il danno.