Negli ultimi mesi cresce l’attenzione sull’accessibilità nei videogiochi, grazie alla voce sempre più forte di gamer non vedenti e ipovedenti che chiedono all’industria del gaming strumenti concreti per poter giocare in autonomia. Un appello che sta coinvolgendo sviluppatori, publisher e community internazionali.
Secondo le principali associazioni per la disabilità visiva, milioni di persone nel mondo sono escluse dall’esperienza videoludica a causa di interfacce non accessibili, menu privi di sintesi vocale, mancanza di segnali sonori chiari e assenza di modalità di gioco dedicate.

“Non chiediamo giochi più facili, ma giochi giocabili”, spiegano alcuni rappresentanti della community cieca. L’obiettivo è semplice: poter fruire dei titoli più popolari senza dipendere costantemente dall’aiuto di terzi.
Le principali barriere per i giocatori non vedenti
Tra le difficoltà più comuni segnalate:
- Menu e impostazioni non leggibili dai lettori di schermo
- Assenza di audio descrittivo per scene e ambienti
- Indicatori visivi non accompagnati da feedback sonori
- Mancanza di tutorial accessibili
In molti casi, anche avviare un gioco diventa un ostacolo insormontabile.
I primi segnali dall’industria
Negli ultimi anni alcune grandi aziende hanno iniziato a muoversi. Titoli come The Last of Us Part II e Forza Horizon 5 hanno introdotto opzioni avanzate di accessibilità, come:
- Sintesi vocale nei menu
- Navigazione guidata da suoni
- Personalizzazione dei comandi
- Audio cues per orientarsi negli ambienti
Microsoft, Sony e Ubisoft hanno pubblicato linee guida interne per l’accessibilità, ma secondo i gamer non vedenti “si tratta ancora di eccezioni, non della regola”.
L’appello: accessibilità by design
Le community chiedono che l’accessibilità venga integrata fin dalle prime fasi di sviluppo, e non aggiunta in seguito come funzione secondaria. In particolare, l’invito è a:
- Coinvolgere tester non vedenti nello sviluppo
- Standardizzare le funzioni minime di accessibilità
- Rendere pubbliche le linee guida per i team di sviluppo
“Un gioco accessibile non è solo più inclusivo, è anche migliore per tutti”, sottolineano gli attivisti.
Un tema destinato a crescere
Con l’espansione del mercato videoludico e il ruolo sempre più centrale del gaming come forma di intrattenimento culturale, il tema dell’accessibilità è destinato a diventare centrale nei prossimi anni.
La richiesta dei gamer non vedenti è chiara: trasformare l’inclusione da slogan a standard industriale.