Meta Quest 3S mixed reality headset: come funziona davvero

Meta Quest 3S nasce con un’idea piuttosto chiara: portare le funzioni di realtà mista della generazione Quest 3 in un visore più accessibile, accettando qualche compromesso soprattutto sul sistema ottico.

Il Meta Quest 3S è un visore standalone per realtà virtuale e mixed reality che utilizza due camere RGB per mostrare l’ambiente reale a colori e sovrapporvi contenuti digitali. Ha lo stesso processore Snapdragon XR2 Gen 2 e gli stessi 8 GB di RAM del Quest 3, ma utilizza lenti Fresnel e una risoluzione inferiore di 1832 × 1920 pixel per occhio.

Cosa significa davvero mixed reality su Meta Quest 3S

Quando Meta parla di Meta Quest 3S mixed reality, non si riferisce semplicemente alla possibilità di vedere ciò che accade fuori dal visore.

Il sistema usa le telecamere esterne per ricostruire davanti agli occhi dell’utente una visualizzazione stereoscopica dell’ambiente reale. Il software può quindi posizionare oggetti virtuali sopra pavimenti, pareti e altri elementi della stanza.

Un gioco può, per esempio, far comparire un oggetto sul tavolo del salotto oppure trasformare una parete reale in un’apertura verso un ambiente virtuale.

Meta definisce il passthrough proprio come la tecnologia che permette alle applicazioni di fondere contenuto virtuale e ambiente fisico. Sui Quest 3 e 3S la visualizzazione dell’ambiente è a colori e può essere utilizzata insieme alla stima della profondità per gestire anche l’occlusione degli oggetti virtuali.

Qui c’è una distinzione che spesso si perde nelle schede prodotto: Quest 3S non possiede il sensore di profondità hardware del Quest 3. La documentazione tecnica Meta indica per Quest 3 un passthrough stereoscopico a colori da 4 MP con depth sensor, mentre per Quest 3S riporta il passthrough a colori da 4 MP senza quel sensore dedicato.

Questo non impedisce al 3S di eseguire esperienze di mixed reality avanzate. Il sistema può ricavare informazioni sulla profondità attraverso camere e software, ma l’hardware impiegato dai due visori non è identico.

Come funziona il Meta Quest 3S passthrough

Il Meta Quest 3S passthrough utilizza le telecamere frontali per acquisire l’ambiente e mostrarlo all’interno del visore quasi in tempo reale.

Non bisogna però aspettarsi di guardare attraverso Quest 3S come attraverso un normale paio di occhiali.

Quello che si vede è un’immagine ripresa dalle camere e successivamente elaborata. Illuminazione della stanza, distanza degli oggetti e movimento possono quindi influenzarne la qualità.

Meta indica un passthrough stereoscopico a colori da 4 MP e circa 18 pixel per grado sia per Quest 3 sia per Quest 3S.

La presenza del colore cambia parecchio l’esperienza rispetto ai vecchi sistemi in bianco e nero. Permette di muoversi nella stanza con maggiore naturalezza, individuare mobili e oggetti e usare applicazioni che lasciano visibile parte dell’ambiente reale.

Sul Quest 3S c’è anche un Action Button dedicato che consente di passare rapidamente da un’esperienza completamente immersiva alla visualizzazione passthrough. È un piccolo dettaglio hardware, ma nell’uso quotidiano evita di dover interrompere ogni volta l’esperienza per controllare cosa succede nella stanza.

Il passthrough è abbastanza nitido per leggere il telefono?

Qui le aspettative vanno tenute sotto controllo.

Un passthrough a colori serve prima di tutto a ricostruire l’ambiente e consentire l’interazione in mixed reality. Non equivale alla qualità ottica della visione naturale né a una videocamera pensata per leggere testo molto piccolo.

La resa può peggiorare con poca luce e gli oggetti vicini alle telecamere possono mostrare deformazioni o artefatti dovuti alla ricostruzione dell’immagine. Anche sul più costoso Quest 3 sono stati osservati fenomeni di warping e ghosting a distanza ravvicinata.

Nella pratica, quindi, controllare velocemente uno smartphone è diverso dal pretendere di usarlo comodamente per diversi minuti attraverso il passthrough.

Una stanza ben illuminata aiuta parecchio. Il problema nasce spesso quando si prova la mixed reality la sera, con una sola lampada accesa, e si attribuisce al visore una qualità inferiore a quella che può offrire in condizioni migliori.

Quest 3S e Quest 3 hanno la stessa potenza?

Dal punto di vista della piattaforma di elaborazione sono molto vicini.

Entrambi utilizzano Snapdragon XR2 Gen 2 e 8 GB di RAM, quindi Quest 3S non è semplicemente un Quest 2 con telecamere a colori. È in grado di eseguire i contenuti pensati per la generazione Quest 3 e dispone della stessa base hardware per l’elaborazione delle applicazioni.

Le differenze più evidenti emergono davanti agli occhi dell’utente.

Quest 3S utilizza:

  • display LCD da 1832 × 1920 pixel per occhio;
  • densità di circa 20 PPD;
  • campo visivo dichiarato di 96° orizzontali e 90° verticali;
  • regolazione IPD su tre posizioni preimpostate.

Quest 3 sale invece a 2064 × 2208 pixel per occhio, 25 PPD e 110° × 96° di campo visivo, con regolazione continua dell’IPD.

La differenza non riguarda quindi tanto la capacità di far partire un gioco quanto il modo in cui quel gioco viene visto.

Le lenti Fresnel sono il compromesso più evidente

Quest 3S riprende una soluzione ottica più simile a quella del Quest 2, mentre Quest 3 utilizza le più moderne pancake lens.

È probabilmente la differenza da considerare con maggiore attenzione prima dell’acquisto.

Con una lente Fresnel è più importante posizionare bene il visore rispetto agli occhi. Se si sposta leggermente durante una sessione, il punto di massima nitidezza può diventare meno facile da mantenere. Le pancake del Quest 3 hanno invece un’area nitida più ampia e rendono generalmente meno critico il posizionamento.

Questo spiega anche perché due visori capaci di eseguire lo stesso software possano dare una sensazione visiva abbastanza diversa.

Chi arriva da Quest 2 troverà sul 3S un netto salto nella potenza di elaborazione e nella mixed reality, ma non lo stesso salto sul fronte delle lenti.

Mixed reality e realtà virtuale non sono due modalità completamente separate

Uno degli aspetti più interessanti dei visori Quest recenti è proprio il confine sempre meno netto tra VR e MR.

Un’app può partire mostrando la stanza reale, inserire alcuni oggetti virtuali nell’ambiente e successivamente trasformare l’intera scena in realtà virtuale. Gli sviluppatori possono anche passare tra passthrough e VR durante la stessa esperienza. Meta fornisce strumenti specifici per gestire queste transizioni.

Le API più recenti permettono anche agli sviluppatori, previa gestione dei relativi permessi, di utilizzare le telecamere passthrough di Quest 3 e 3S per applicazioni di computer vision e machine learning. Il supporto documentato da Meta richiede Horizon OS v74 o successivo.

È una differenza significativa rispetto all’idea iniziale del passthrough come semplice “telecamera per vedere fuori”: ora può diventare parte integrante della logica dell’applicazione.

Serve un PC per usare Meta Quest 3S?

No. Quest 3S è un dispositivo all-in-one, quindi processore, display, tracking e sistema operativo sono integrati nel visore.

Giochi e applicazioni compatibili possono essere eseguiti direttamente senza console o computer.

Resta disponibile anche il collegamento a un PC compatibile per il PC VR attraverso Meta Quest Link, usando un cavo adatto, oppure tramite Air Link sulla rete Wi-Fi. Meta indica ufficialmente il supporto PC VR sia per Quest 3 sia per Quest 3S.

È un aspetto da chiarire perché capita ancora di confondere un visore standalone con dispositivi che funzionano soltanto come periferiche di un computer.

Autonomia: quanto dura Quest 3S?

Meta indica per Quest 3S un’autonomia orientativa di circa 2,5 ore, contro circa 2 ore per Quest 3.

Quel numero non va interpretato come una durata garantita per qualsiasi utilizzo. Carico del processore, luminosità, frequenza di aggiornamento, passthrough, Wi-Fi e tipo di applicazione possono modificare il consumo.

Per sessioni lunghe, quindi, la batteria resta uno degli aspetti da mettere in conto. Un cinturino con batteria o un sistema di alimentazione esterna può avere più impatto sull’esperienza pratica di quanto suggeriscano le sole specifiche del visore.

Quando Quest 3S ha più senso del Quest 3?

La domanda non si risolve guardando soltanto il processore, perché quello è sostanzialmente lo stesso.

Quest 3S punta soprattutto su chi vuole accedere ai giochi e alle esperienze mixed reality della generazione attuale senza pagare il sovrapprezzo richiesto dal sistema ottico superiore del Quest 3.

Quest 3 conserva invece vantaggi evidenti per chi attribuisce molto peso a nitidezza, campo visivo e comodità nel trovare il punto corretto davanti alle lenti.

C’è anche un errore di valutazione piuttosto frequente: scegliere il 3S pensando che la “S” identifichi una versione più evoluta del Quest 3. Non funziona così. È una variante più economica costruita intorno allo stesso chipset, ma con compromessi mirati su display e ottiche.

Anche i prezzi vanno controllati al momento dell’acquisto. Meta lanciò Quest 3S negli Stati Uniti a 299,99 dollari per la versione da 128 GB, ma le condizioni commerciali e il listino possono cambiare nel tempo e tra un Paese e l’altro.

Domande frequenti

Meta Quest 3S ha la mixed reality?

Sì. Meta Quest 3S dispone di passthrough stereoscopico a colori e può integrare elementi virtuali nell’ambiente reale. Utilizza lo stesso Snapdragon XR2 Gen 2 del Quest 3 e supporta le applicazioni mixed reality della generazione Quest 3.

Come funziona il passthrough di Meta Quest 3S?

Le telecamere RGB esterne riprendono la stanza e il visore mostra queste immagini sui display interni. Il software può quindi sovrapporre oggetti digitali all’ambiente. Quest 3S dispone anche di un pulsante dedicato per passare rapidamente dalla realtà virtuale al passthrough.

Meta Quest 3S ha il sensore di profondità?

Non ha il sensore di profondità hardware dedicato presente sul Quest 3. La documentazione Meta indica per entrambi il passthrough stereoscopico a colori da 4 MP, specificando però il depth sensor solamente per Quest 3.

Quest 3S ha la stessa grafica del Quest 3?

I due visori utilizzano lo stesso Snapdragon XR2 Gen 2 e 8 GB di RAM, ma il sistema di visualizzazione è diverso. Quest 3S ha una risoluzione di 1832 × 1920 pixel per occhio e lenti Fresnel; Quest 3 arriva a 2064 × 2208 e utilizza lenti pancake.

Meta Quest 3S funziona senza PC?

Sì. È un visore standalone e può eseguire direttamente giochi e applicazioni compatibili. Per chi possiede un computer da gaming compatibile resta possibile utilizzare PC VR tramite Meta Quest Link con cavo o Air Link via Wi-Fi.

Un dettaglio da considerare prima dell’acquisto

Quest 3S ha senso soprattutto se l’obiettivo è entrare nell’attuale ecosistema Quest e nella mixed reality senza pagare per l’ottica del Quest 3. Se invece il visore verrà utilizzato molte ore e la qualità visiva pesa più del prezzo iniziale, è proprio il confronto tra Fresnel e pancake che merita più attenzione delle differenze sulla carta.

Fonti attendibili

By Mario Lattice

Mario Lattice segue realtà virtuale, tecnologie immersive, visori VR, mixed reality e formazione digitale. Su VRMMP cura guide, notizie e approfondimenti su Meta Quest, PCVR, esperienze immersive, gaming VR e applicazioni della realtà virtuale in ambito educativo, culturale e professionale.

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