La NASA ha avviato una nuova sperimentazione tecnologica durante la missione SpaceX Crew-12 per valutare come gli astronauti reagiscono al mal di movimento in condizioni di volo critiche. L’obiettivo è capire se un pilota possa mantenere il controllo manuale di un veicolo spaziale di grandi dimensioni anche in presenza di forti disturbi vestibolari. I risultati sono considerati rilevanti in vista delle future missioni con equipaggio verso la Luna.

Un esperimento chiave per le missioni Artemis
L’iniziativa rientra nel programma di ricerca della NASA a supporto delle missioni lunari Artemis. Durante le fasi iniziali di una missione spaziale, molti astronauti sperimentano la cosiddetta “space motion sickness”, una condizione che può compromettere temporaneamente coordinazione e percezione. Comprendere l’impatto di questi sintomi sulle capacità di pilotaggio è considerato essenziale per le manovre di atterraggio sulla superficie lunare.
Il test di “Pilotaggio Manuale” in realtà virtuale
L’esperimento, denominato “Pilotaggio Manuale”, utilizza un sistema di realtà virtuale immersiva che simula il controllo diretto di un veicolo spaziale. Gli astronauti della Crew-12 sono chiamati a eseguire manovre di volo mentre indossano visori VR, anche in condizioni in cui il malessere da microgravità è più intenso. I dati raccolti permettono ai ricercatori di misurare tempi di reazione, precisione e capacità decisionale.
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Valutare i limiti umani in condizioni estreme
Secondo la NASA, uno degli aspetti centrali dello studio è stabilire fino a che punto un pilota possa operare efficacemente quando il corpo invia segnali contrastanti su orientamento e movimento. Le simulazioni mirano a riprodurre scenari realistici di atterraggio, in cui l’intervento umano resta cruciale nonostante l’automazione avanzata dei sistemi di bordo.
Implicazioni per l’addestramento futuro
I risultati dell’esperimento potrebbero influenzare i protocolli di addestramento degli astronauti e la progettazione delle cabine di comando dei futuri lander lunari. L’uso della realtà virtuale come strumento di test e preparazione consentirebbe di anticipare criticità operative e migliorare la sicurezza delle missioni con equipaggio, in particolare durante le fasi più delicate come lo sbarco sulla Luna.