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Lo sviluppo della realtà aumentata, caratteristiche e prospettive

sviluppo della realta aumentata caratteristiche e prospettive

Lo sviluppo della realtà aumentata, le principali caratteristiche e le prospettive per il futuro.

Qual è la differenza fra realtà e fantasia? Ed esiste veramente una differenza? Bella domanda, ma sappiamo che oggi questa diversità diventa sempre meno sottile, sempre meno visibile. Questo è dovuto alla moderna tecnologia, all’era dell’informatica, dove la digitalizzazione ci consente cose straordinarie che fino a una decina di anni fa nemmeno ci sognavamo.

Ecco che allora ci troviamo ad avere a che fare con dei mondi diversi, quasi universi paralleli nei quali gettarci per alienarci e a volte essere e vivere qualcosa di diverso. E questo è un discorso che riguarda molto marginalmente gli adulti; riguarda più che altro giovani e giovanissimi, i quali stanno tutto il giorno, o quasi, davanti al computer, e si danno da fare con giochi infiniti, pochi dei quali sono innocenti, molti dei quali hanno dei contenuti a dir poco opinabili, quando non sono addirittura stracolmi di violenza.

Anche questa è realtà? Diremmo di no; è semplicemente l’immergersi in altri mondi, cercare qualcosa di diverso, quello che una volta si chiamava alienazione. Ora l’alienazione passa attraverso la tecnologia, o se volete l’ipertecnologia. Ma veniamo alla realtà aumentata, che sovente viene scambiata con la realtà virtuale. Che differenza c’è fra i due concetti? Sono davvero così simili?

Diremmo proprio di no. La realtà virtuale è fatta di fantasia, di gioco, di finzione, di strumenti hardware che si vanno ad affiancare al software e servono a trasportarti in quell’altro mondo, in quell’universo parallelo. Così abbiamo il visore, quegli strani occhialoni che ci mettiamo per vedere tutte quelle cose fantastiche. Così abbiamo i guanti speciali che ci fanno avvertire sensazioni incredibili. Abbiamo pure gli scarponi speciali.

Insomma, sembriamo dei Marziani, o comunque esseri alieni. Per la realtà aumentata il discorso cambia. E’ vero che si tratta sempre di una delle infinite appendici dell’informatica e della digitalizzazione, ma è vero anche che sostanzialmente si tratta di qualcosa di diverso. Ciò che contraddistingue la realtà aumentata, è l’informazione. Più informazioni che si sovrappongono alle visioni di base. E quindi un’informazione più completa, ancor più reale, da realtà aumentata, appunto.

Lo sviluppo della realtà aumentata

Lo sviluppo della realta aumentata

Non siamo più nell’ambito della pura fantasia, ma ci godiamo ad esempio un paesaggio con sovraimpresse delle informazioni utili, a volte indispensabili: dove si trova, qual è la sua storia, quali sono le bellezze e le strade per arrivarci. Insomma, alla visione si aggiunge un po’ di geografia, un pizzico di storia, qualcosa sull’arte. Abbiamo quindi una realtà aumentata, nel senso pieno della locuzione. Alla realtà si aggiungono altri pezzi di realtà che la completano, la rendono ancor più veritiera e apprezzabile.

Tutto ciò non ha bisogno di particolari strumenti che ci immettano in un’altra dimensione. Non abbiamo bisogno di visori particolari, di guanti e quant’altro. Tutto quello che ci serve, nella gran maggioranza dei casi, è un buon software e un device che ci consenta di immetterci nella realtà, alla quale sarà sovrapposta la realtà aumentata. La differenza quindi fra realtà virtuale e realtà aumentata è evidente e va rimarcata in quanto tale.

E’ evidente che nel caso di quest’ultima, della realtà aumentata, c’è una base didattica, pedagogica di fondo, che va analizzata e sviluppata. Lo sviluppo della realtà aumentata si gioca sul fattore apprendimento, che è sostanzialmente, anche se non solo, uno sviluppo di tipo scolastico. Prova ne sia che diverse scuole stanno già prendendo coscienza di questo strumento.

Gli studenti sono messi in condizione non solo di avere a disposizione una serie di nozioni in maniera astratta, e se vogliamo anche noiosa; potranno bensì avere a disposizione situazioni o condizioni che vivono direttamente tramite immagini, colorate e condite da altre situazioni che completano e formano le immagini iniziali. Un apprendimento più forte, un apprendimento aumentato, per l’appunto. E si spera che anche i meno giovani possano essere invogliati ad avvalersi di queste tecniche meravigliose.