Target scarica sugli utenti il peso economico degli errori commessi dalla propria intelligenza artificiale. L’azienda ha confermato che i clienti devono rimediare ai fallimenti tecnici del chatbot durante gli acquisti.

Il bug dell’IA ricade sul portafoglio dei consumatori
L’assistente virtuale di Target prometteva sconti e assistenza fluida durante lo shopping online. Invece, il sistema ha generato errori di prezzo e confusione negli ordini.
L’azienda non intende rimborsare automaticamente chi è stato penalizzato dai glitch tecnologici. La responsabilità del controllo finale viene trasferita interamente all’acquirente umano.
- Errori di checkout: prezzi diversi tra carrello e pagamento finale.
- Promozioni fantasma: sconti applicati dall’IA ma non riconosciuti dal sistema.
- Assistenza negata: il chatbot chiude la conversazione senza risolvere il bug.
La nuova policy di Target scatena le polemiche
I consumatori segnalano una totale mancanza di supporto post-vendita per i problemi generati dall’automazione. La trasparenza dell’algoritmo è ora al centro di un acceso dibattito pubblico.
Gli esperti di diritti dei consumatori avvertono: questo precedente è pericoloso per l’e-commerce. Se l’IA sbaglia, il brand deve rispondere della qualità del servizio offerto.
I clienti sono ora costretti a screenshot continui per provare gli errori del software. Senza prove visive, Target rifiuta ogni forma di compensazione o rettifica del prezzo.
La fiducia verso l’automazione nel retail sta crollando drasticamente dopo queste segnalazioni. Molti utenti minacciano il boicottaggio della piattaforma digitale a favore dei negozi fisici.