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Inseminazione artificiale: l’inseminazione in vitro

Inseminazione artificiale

Esistono due grandi gruppi di inseminazione artificiale: uno è quello che racchiude in se le inseminazioni fatte nel corpo della donna attraverso l’iniezione dello sperma ( inseminazione artificiale intrauterina e intracervicale ), l’altro gruppo racchiude un solo tipo di inseminazione, ossia, quella in provetta.

In quest’articolo analizzeremo le tematiche riguardanti l’inseminazione artificiale in provetta.

Inseminazione artificiale in provetta

Questa particolare tecnica prevede che l’inseminazione non avvenga nel corpo femminile, ma in vitro, ossia esclusivamente in laboratorio. L’embrione risultato dell’inseminazione in vitro viene impiantato nell’utero di una donna, che si presta per portare avanti la gravidanza ( cioè la donna ” affitta il suo utero ” alla coppia che richiede questo tipo di inseminazione ).

L’enorme problema relativo a questo tipo di tecnica è riferito all’enorme spreco di embrioni che risultano il frutto di fallimenti.
Gli embrioni sono considerati già una forma di vita umana, e non poche sono state le polemiche che si sono sollevate contro l’inseminazione artificiale in vitro.
Dato che questa tecnica non ha una percentuale alta di riuscite, vengono innestati nell’utero della donatrice più di un embrione, dai 2 ai 4, perciò la restante parte degli embrioni inevitabilmente va in contro alla morte.

Il caso più eclatante di ” genocidio di embrioni ” è avvenuto nel 1996 in Inghilterra, dove ben 4000 embrioni umani, conservati in azoto liquido per cinque anni, sono stati ” buttati ” perché oramai risultavano inutilizzabili.