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Calcolo dei giorni fertili: Ottimizzare le probabilità di concepimento

La natalità in Italia ha segnato un nuovo minimo storico nel 2016: secondo il ‘Bilancio demografico nazionale’ diffuso dall’Istat, la popolazione in Italia al 1° gennaio ammontava a 60 milioni 579.000 residenti, in calo di 86.000 unità rispetto all’anno prima.

Il numero medio di figli per donna scende per il sesto anno consecutivo e si assesta a 1,34: rispetto al 2015, spiega l’Istat, i tassi di fecondità si riducono in tutte le classi di età delle madri sotto i 30 anni mentre aumentano in quelle superiori.

calcolo dei giorni fertili

Di conseguenza quindi, le donne non solo scelgono di fare meno figli, ma soprattutto scelgono di diventare madri ad un’età sempre più avanzata: le attuali condizioni socio-economiche, la modificazione del ruolo della donna nella società e i progressi delle tecniche di fecondazione assistita, stanno favorendo sempre più un ampliamento del periodo dell’età “riproduttiva”.

Per chi cerca una maternità, e in special modo la cerca in età avanzata, importantissimo è quindi riuscire a calcolare, in modo quanto più preciso possibile, il periodo più fertile, per cercare di ottimizzare al massimo le probabilità di concepimento.

Naturalmente bisogna tenere sempre presente che il ciclo mestruale dipende da donna a donna, in considerazione a vari fattori endocrinologici, psico-fisici, climatici, variazioni di peso corporeo e stress psico-fisico, ma in linea generale, e con l’ausilio di vari strumenti e tabelle di riferimento, è possibile sapere in quali giorni c’è maggior probabilità di rimanere incinte.

Rapporti non protetti durante i giorni indicati come non fertili non precludono comunque la possibilità di rimanere incinta, ma certamente nei giorni fertili le probabilità si moltiplicano esponenzialmente.

Il periodo fertile coincide con l’ovulazione, che di solito si verifica 14 giorni prima delle mestruazioni, ma non tutte le donne hanno un ciclo di 28 giorni. Per alcune donne è più breve, può anche essere inferiore ai 25 giorni, e in questo caso si definisce polimenorrea. Per altre supera i 36 giorni e in gergo medico si definisce oligomenorrea.

L’ovulazione è il periodo in cui la cellula uovo, o ovocita, sotto lo stimolo degli ormoni femminili matura e viene rilasciata nella tuba dove, se incontrerà gli spermatozoi, potrà essere fecondata.

Il metodo più semplice, ma anche il meno preciso, per stabilire il giorno dell’ovulazione è quello di considerare come periodo di massima fertilità la metà del proprio ciclo mestruale. In pratica, ci si basa sul fatto che, in media, l’ovulazione avviene all’incirca il 14-15° giorno dopo l’inizio del flusso mestruale e, più precisamente, circa 14 giorni prima dell’inizio del nuovo ciclo. Si tratta, però, di un discorso molto generico, valido solo per le donne che hanno cicli regolari.

Il momento di massima fertilità coincide con il giorno stesso dell’ovulazione, cioè quando un ovulo maturo viene rilasciato dall’ovaio, si muove lungo la tuba di Falloppio ed è disponibile per essere fecondato. Il periodo fertile, però, è più ampio, considerato che la cellula uovo espulsa dall’ovaia riesce a sopravvivere circa 24 ore, mentre gli spermatozoi possono rimanere vitali nell’apparato genitale femminile fino a 72-96 ore dal rapporto.

Indicativamente, quindi, la “finestra fertile” in cui è possibile che l’uovo venga fecondato inizia 4-5 giorni prima dell’ovulazione e termina 1-2 giorni dopo.

Per alcune donne, però, questi calcoli non si possono applicare perché possono avere il ciclo molto irregolare, con mestruazioni che si verificano una volta ogni 26 giorni, un’altra ogni 32, un’altra ancora ogni 30.

Ad esempio, in un ciclo di 35 giorni l’ovulazione si dovrebbe verificare al 21° giorno dopo la fine della mestruazione; pertanto, la “finestra fertile” inizierà il 17° giorno. In caso di cicli più brevi, che compaiono, ad esempio, ogni 21 giorni, l’ovulazione dovrebbe verificarsi il 7° giorno e la “finestra fertile” dovrebbe iniziare il 3° giorno.

Soprattutto per le donne con ciclo mestruale irregolare, si può basare anche su alcune manifestazioni come le modificazioni del muco cervicale. Per effetto degli estrogeni, nel periodo pre-ovulatorio aumenta la produzione del muco cervicale, che si rende evidente con perdite trasparenti. Quando l’ovulazione è imminente, le secrezioni diventano molto abbondanti e di consistenza viscosa ed elastica, simile all’albume dell’uovo. Segno che sta arrivando il momento migliore per avere rapporti.

Per individuare i giorni fertili è possibile inoltre ricorrere alla misurazione quotidiana della temperatura basale al mattino, quando si è appena svegli. Si osserverà che, ogni mese, vi è una mattina in cui questo parametro aumenta di circa 0,2-0,5°C e rimane costante per alcuni giorni fino alla mestruazione successiva.

Al di là del valore numerico, che può leggermente differire da una donna all’altra, da un termometro all’altro ed a seconda della zona di misurazione, quello che è importante capire è che la temperatura aumenta dal giorno immediatamente successivo all’ovulazione; in altre parole, quando viene rilevato sistematicamente un valore più alto rispetto ai primi giorni del ciclo, significa che l’ovulazione è appena avvenuta. In farmacia si possono acquistare termometri specifici, con una scala di valori adeguata alla lettura di piccole variazioni, ma non è indispensabile l’acquisto di un termometro ad hoc se in casa ne è già presente uno normale di buona qualità.

Occorre ricordare, però, che la temperatura basale può aumentare a causa di altri fattori, quali sonno agitato, assunzione di alcool o di bevande calde, squilibri ormonali, forte stress e febbre.

Per chi non vuole misurare la temperatura basale e affidarsi solamente a calcoli casalinghi, in commercio esistono numerose tipologie di stick dell’ovulazione, che servono appunto ad individuare i giorni in cui si è fertili.

Questi stick rilevano nelle urine le modificazioni ormonali associate all’ovulazione, in particolare la concentrazione di LH, il cosiddetto ormone luteinizzante prodotto dall’ipofisi, che aumenta vorticosamente 24-48 ore prima dell’ovulazione.

Quando la concentrazione dell’LH arriva a determinati livelli, sullo stick appare un simbolo (che può essere diverso a seconda del tipo di test utilizzato, ma in genere si tratta di una striscia colorata): sono questi i giorni giusti per concepire. Gli stick hanno un’attendibilità elevata, del 99% circa, ma per un uso corretto è raccomandabile adoperarli con le prime urine del mattino (che sono più concentrate), evitando in ogni caso un’ingestione eccessiva di liquidi nelle ore precedenti.

All’interno di questo periodo di fertilità, a quanto pare, è però possibile selezionare anche il momento più opportuno per concepire – a scelta – un maschietto o una femminuccia. L’opportunità, che secondo i fautori di questa teoria porta ai risultati sperati nel 75% dei casi, trova la sua dimostrazione scientifica nella teoria di Shettles, lo studioso che nel 1960 conobbe la fama mondiale con il saggio How to Choose the Sex of Your Baby (Come scegliere il sesso del tuo bambino).

La teoria parte dall’assunto che il sesso sia determinato dagli spermatozoi, visto che gli ovuli possiedono tutti il cromosoma sessuale femminile (X) mentre gli spermatozoi possono possedere sia il cromosoma X (femminile) che quello Y (maschile). Secondo la teoria di Shettles questi ultimi sono gli spermatozoi più veloci ma meno resistenti nel tempo mentre i primi sono più lenti ma più adatti a sopravvivere anche in un ambiente a forte acidità.

Dopo il calcolo del periodo fertile, quindi, sarebbe possibile aumentare le probabilità che il fiocco sia azzurro, se il concepimento avviene in prossimità del giorno dell’ovulazione, e – al contrario – facendo crescere le probabilità che il fiocco sia rosa avendo rapporti da 3 a 5 giorni prima della data di ovulazione.

Il metodo di Shettles è stato però spesso oggetto di critiche scientifiche negli anni, ed anche di diverse smentite.

Riuscire a predire con ragionevole sicurezza l’ovulazione è molto difficile anche applicando tutti i metodi attualmente a disposizione, senza contare che la maggior parte delle donne che desiderano avere un bambino riescono a rimanere incinte solo dopo 12 mesi di rapporti liberi non protetti.

Non esiste una formula magica da seguire, dei riti da ripetere, una posizione miracolosa da assumere: è consigliabile quindi armarsi di tanta buona volontà, pazienza e caparbietà, preferendo avere rapporti ogni 1-2 giorni, cercando di seguire più il proprio desiderio e non un appuntamento con il calendario, e la cicogna arriverà.